Le ragazze sono sole a portare avanti questa lotta

Le ragazze sono forti! Ma sono sole a portare avanti questa lotta

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Sophia arriva al parco nel pomeriggio, incontra le amiche tra una lezione online e l’altra, ormai il senso dello studio in tutto sto casino le sfugge completamente, ma comunque fa qual che deve fare, quasi sempre, va avanti. Questi incontri non sono sempre partecipati, non sempre si riesce a stare bene e a fare qualcosa di bello, come era successo a Natale. Poche sono le cose da raccontare, poca la voglia di pianificare situazioni che poi non si realizzeranno, non c’è nessun orizzonte da contemplare. Giocare a carte e bere qualche birra sono la soluzione migliore per riempire il tempo di una qualche allegria.

Mentre Laura dà le carte Sophia racconta: «Ieri in giro per casa ho visto la copertina del giornale settimanale con un titolone super colorato ed esplosivo, diceva “le ragazze sono forti”»

«Ma in che senso scusa?» chiede Claudia che si è messa faccia al sole a godersi la primavera.

«Boh sembra che in occidente sia fichissimo essere una ragazza, che siamo tutte amiche e abbiamo l’attivismo nel sangue. Ma  che fatica portare avanti questa lotta, tutti ci guardano, c’è chi ci critica, chi ci applaude e intanto ci lasciano sole.»

«Non capisco però a cosa ti riferisci», chiede Laura che ha seguito a malapena le parole di Sophia mentre tardava a giocare la sua carta.

«Semplicemente mi riferisco al misto tra euforia e ansia che provo quando mi vesto come mi pare. Al disagio che mi viene di fronte a un complimento che non vorrei ricevere, che poi sto a coprirmi per i successivi venti giorni. Saremo pure forti, ma ci tocca ancora portare avanti questa lotta, la lotta contro lo sguardo e la parola di troppo, ma soprattutto contro un sacco di aspettative che dipendono solo da un semplice e banalissimo cromosoma.»

«Non lo so» dice Laura pensierosa, rassegnata a riprendere il gioco quando questa discussione sarà finita, «io tutta sta fatica non la vedo, mi sembra anche strano sentir parlare di lotta, contro cosa lottiamo? Mi fa venire più ansia pensare che ci sia un nemico che non quella di beccarmi una battuta sul mio sedere.»

Sophia ha un’esperienza molto diversa da quella della sua amica, le è capitato più volte di tornare a casa in lacrime senza capire perché, così le dice: «a me la battuta sul mio sedere mi fa stare veramente male, mi chiedo proprio perché succeda una cosa del genere, capisci? Cioè io giro, cammino, vado, passo, e il mio corpo è oggetto di giudizio, di sguardi non voluti, che fatica! Ma la cosa che più mi fa arrabbiare è che in quei momenti, quando esco vestita con dei jeans più attillati o con parti del corpo scoperte, mi sento appiccicato addosso un senso di disagio che proprio non saprei spiegare.»

Interviene Claudia, che ha cambiato posizione per guardare in faccia le amiche e parlare di questo tema che anche lei prende molto sul serio: «Io Sophi ti capisco, anche io mi sento così. E anche io penso sia pesante portare avanti questa lotta, è tutto così invadente e personale che mi chiedo perché nascere donna deve portare con sé tutto questo disagio.»

Laura ci pensa un po’ su, a lei non è mai capitato di sentirsi come dicono di essersi sentite le sue amiche, non vuole sottovalutare la loro esperienza, però riporta la sua: «non mi sembra così strano che ci guardino e ci giudichino e che noi facciamo di tutto per sentirci belle ed essere considerate belle, d’altronde non mi sembra ci siano messaggi molto contrastanti con questo, da quando sono piccola mi piace sentirmi bella.»

Sophia capisce a cosa si riferisce la sua amica, essere donne ed essere state delle bambine mette in comune tante cose, lei però sente di aver capito una cosa nell’ultimo periodo: «Sono d’accordo Laura e secondo me non c’è niente di male a volersi sentire bella, però vorrei poterlo fare rispetto a ciò che io considero tale, a come sto più a mio agio con me stessa, senza avere addosso miliardi di occhi che valutano questa bellezza. Quando parliamo di portare avanti questa lotta non ci riferiamo a un particolare nemico, sicuramente non ci riferiamo all’uomo maschio come nemico, stai sicura. A me è ormai molto chiaro che non è il singolo maschio il problema, ne tantomeno il mondo dei maschi, mi sembra che il problema sia ovunque e portare avanti questa lotta significa immaginarci un mondo completamente nuovo, che vada oltre le aspettative sul nostro corpo di donne e sulla nostra esperienza, per quanto mi riguarda togliere le aspettative anche dall’esperienza maschile non farebbe che accelerare la risoluzione del problema, però a questo devono pensarci loro.»

Claudia sta ascoltando, intanto le viene in mente una cosa che ormai sembra passata, ma che l’aveva fatta stare molto male: «Hai presente il giochino “la trombo o la passo”? Quel gioco per cui si scorrono foto di ragazze e si scrive dove tutti leggono se la trombi o la passi? Io quando ho scoperto questa cosa ho iniziato a star male, quando mi sentivo gli occhi di qualcuno addosso, proprio quando mi sentivo bella, poi avevo un senso addosso come di colpa, di aver provocato lo sguardo del ragazzo in corridoio. Ci ho pianto due notti e poi ho pensato che non ci sto, se vuoi sentirti bella devi essere libera di esserlo per te e di scegliere cosa ti fa sentire così. Insomma il corpo è tuo, non di certo di chi lo guarda, lo scruta, lo giudica, e uguale uguale la tua vita.»

Laura ribatte, le sembra incredibile si dica che non è libera di fare come vuole: «Ok, ma siamo nel 2021, io penso proprio di poter fare quello che mi pare e quando mi pare, chi me lo impedisce?» Claudia risponde: «Te lo impedisce il fatto che ti fai accompagnare quando torni a casa tardi, che la tua autostima è attaccata al filo del giudizio estetico altrui, che se resti incinta abortire è un’impresa, senza contare lo stigma che ti porterai a vita. Ah, dimenticavo, te lo impedisce che se sei vergine sei una sfigata, ma se non lo sei sei una troia.»

Sophia rincara la dose: «Per non parlare del fatto che quando saremo più grandi ci faranno una testa così su quello che si aspettano dai nostri pancioni e con grande facilità rischiamo di dover rinunciare ai nostri sogni, se non troviamo qualcuno con cui smezzare letteralmente a metà tutto il carico del lavoro in casa

Dopo questa raffica di notizie poco confortanti Laura è un po’ confusa, di certo metterle tutte insieme sul piatto fa una certa impressione e lei non ci aveva ancora mai pensato, ma guardandosi intorno non può che trovare conferme, così cerca di cambiare aria: «Ragazze adesso facciamo due passi che il sole è andato via, soprattutto a star seduta mi sale l’ansia…lo sapete che non mi piace parlare di come saremo quando avremo dei figli e un marito!»

«Ma magari non li avremo!», dicono in coro Claudia e Sophia scoppiando a ridere e schiacciandosi un cinque, poi continuano: «o non li avremo come vogliono che li avremo, finisce sempre che il nostro sguardo sul futuro ci infila nel tunnel della famiglia della pubblicità! Ormai di esempi differenti in giro ce ne sono parecchi, proviamo a farci ispirare da qualcosa di nuovo…»

«Va beh sarà dura durissima capire cosa ci andrà di fare, cercando di non lasciarci schiacciare dalle aspettative, questo è chiaro» dice Sophia mentre si siede nel bel mezzo del pratone «ma vorrei sentire di avere davvero la possibilità di scegliere, a volte ho l’impressione che non sia così.» 

Stese sul prato e piene di pensieri le ragazze si godono l’ultima mezz’ora prima di dover tornare a casa, Claudia rompe il silenzio e fa: «Ah, l’altra sera ho visto  Moxie su Netflix, ve lo consiglio davvero, magari nella nostra scuola partisse un gruppo femminista per ribaltare tante delle dinamiche che non ci permettono di essere libere, magari! Se si è in tante a portare avanti questa lotta ci si diverte pure un bel po’!»

«Perché non lo fondi tu un gruppo così alla prossima assemblea?» le chiede Laura

«E perché non tu?» ribatte Sophia

«Ah io non lo farò di certo, ma non escludo affatto di iscrivermi e seguirvi ragazze, anzi vi sarò molto grata se coinvolgerete nei vostri pensieri più persone possibile.» 

Eccole le ragazze del 2020, in molti casi sanno quale lotta portare avanti e sanno anche come farlo, ma il sistema che devono ribaltare per essere libere è talmente grande che a lasciarle sole e a dargli tante pacche sulle spalle non faremo altro che rallentare le loro conquiste, ogni singola persona può fare qualcosa per ottenere i risultati che le ragazze di oggi sperano, non lasciamole sole e iniziamo a rimboccarci le maniche! 

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