Il cambiamento sta arrivando - All About Sophia

Il cambiamento sta arrivando

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Settembre, anche quest’anno il cambiamento sta arrivando. Ormai la scuola è iniziata da qualche giorno e quella che sarà presto la classica, inesorabile routine dell’anno scolastico sta prendendo forma: l’orario è quello definitivo, gli allenamenti riprendono dopo la preparazione e la sera il sole cala sempre più presto. «Il cambiamento sta arrivando », pensa Sophia: dai rami degli alberi non più il verde sgargiante, ma mutevoli colori caldi danno vita alla luce e all’essenza dell’aria in città. Sophia adora che le cose cambino, anche l’estate e la sua vitalità hanno finito per stancarla; adora che stia arrivando un tempo dal ritmo più lento, per attraversare e farsi attraversare dal cambiamento a tratti piacevole dell’arrivo dell’autunno. Un pomeriggio di fine settembre Sophia viene incuriosita dal ripetersi di un video: al centro dell’inquadratura c’è una ragazza vestita di rosa, evidentemente arrabbiata, che parla a un non precisato “voi”. Questi “voi” sarebbero colpevoli, secondo la ragazza che si chiama Greta, di un’estinzione di massa. Ed ecco che la frase che Sophia aveva detto dentro di sé nel lasciarsi cullare dall’arrivo dell’autunno viene pronunciata anche dalla ragazza del video: «il cambiamento sta arrivando! » [guarda qui il video]

Il suo tono è evidentemente preoccupato, forse un po’ minaccioso e non ha nulla a che vedere con il fare pensoso con cui Sophia guarda le foglie ingiallire dalla finestra della sua camera. Con una rapida ricerca su internet, Sophia collega il volto della ragazza del video a quello di Greta Thunberg, di cui ha sentito parlare parecchie volte negli ultimi mesi. Sa già che Greta è una ragazza svedese di 16 anni, che ha ispirato la nascita di un movimento giovanile globale chiamato Fridays for the future [qui i dettagli su come è nato]. Nel video Greta viene ripresa durante il suo intervento all’interno del vertice delle Nazioni Unite [ONU], tenutosi a New York.

Durante la cena Sophia condivide con i suoi genitori la notizia, scopre che anche loro hanno guardato il video e che questa giovane ragazza li ha stupiti: solo 12 mesi fa era da sola a iniziare questa protesta, con un cartello in mano e tanta indifferenza che le passava davanti. Ogni venerdì del mese scioperava davanti al Parlamento Svedese e piano piano, quasi verso l’inverno, la notizia di questo suo gesto puntuale e costante aveva raggiunto anche l’Italia. Sophia e i suoi genitori avevano così partecipato, insieme, al primo sciopero globale per il clima del 15 marzo 2019. Proprio nei giorni in cui Greta si trova al congresso dell’ONU in America, in tutto il mondo vengono organizzati scioperi e manifestazioni per chiedere a chi ha il potere politico di intervenire per arginare la crisi climatica. Sophia partecipa di nuovo alla manifestazione insieme ad alcuni suoi compagni di classe e di nuovo, come a marzo, ha la sensazione che il messaggio che lei e i suoi coetanei stanno portando in piazza è vitale, tanto che sono tanti gli adulti ad accompagnarli, incoraggiarli, sostenerli; le capita di pensare al riscatto che hanno la possibilità di avere, loro, “quelli che sanno stare solo davanti al telefono”.

“Il cambiamento sta arrivando!”, questo è il grido che in migliaia lanciano da tutte le città d’Italia, è un grido tragico ed è lo stesso che Greta Thunberg ha gridato all’ONU, ma è anche l’affermazione di una generazione, la sua, che potrebbe cambiare le sorti dell’umanità, in barba a tutte le persone di potere che da almeno 20 anni non affrontano questo problema e non creano soluzioni reali [qui alcuni dati].

Con questi pensieri Sophia torna a casa, dal suo letto riguarda le stories su Instagram di amici e compagni che erano lì, anche se non li aveva incontrati, racconta ai suoi genitori dell’adrenalina che la invade e di quanto non andare a scuola sia stato giusto, vista la riuscita del corteo e la risonanza della notizia. Infatti quella sera ai racconti di Sophia si aggiungono immagini del telegiornale che mostrano tante altre città invase da questa onda di giovani preoccupati per il futuro, perché in fondo è proprio di questo che si tratta: il loro futuro è nelle mani di qualcun altro.

Con il passare dei giorni, sul finire di questo settembre che procede sfociando in un ancor più colorato ottobre, questo messaggio universale, apparentemente incontrovertibile nella sua disarmante e dirompente urgenza, diviene oggetto di una bagarre in cui diversi personaggi di spicco nel panorama politico e culturale italiano e mondiale, prendono la parola su questo tema.

Questi interventi sono accomunati da un atteggiamento di denigrazione, sfottò, manipolazione rivolto a Greta Thunberg. Ebbene sì proprio lei, la ragazza che nel giro di un anno è riuscita da sola a sensibilizzare milioni di persone su un problema che riguarda la sopravvivenza degli esseri umani, che è sotto gli occhi di chi dovrebbe affrontarlo da 3 decenni, ma che solo ora preoccupa un numero sufficiente di persone da non poterlo più ignorare. Una su tutte l’opinione di Massimo Cacciari, il cui volto è spesso al centro dello schermo televisivo intento ad esprimere opinioni sull’attualità: « è importante che Greta vada a scuola », dice, non è così che si cambiano le cose.

Sophia è particolarmente stupita da questo atteggiamento, portato avanti da alcune testate giornalistiche italiane, le dice sua mamma, non solo da singole persone. Lo stupore si trasforma presto in rabbia, una rabbia grande che nei giorni la rende aggressiva e intollerante con tutti, in particolare con gli adulti. C’è solo un posto dove può trovare rifugio e una persona che ascolterà tutto ciò che c’è dietro ogni sua parola: Cloto.

Uscita da scuola corre da lei, spera in un pranzetto e in po’ di pace, sa che non rimarrà delusa. Delle lunghe chiacchiere, dello sfogo di Sophia per l’attacco paternalista cui è soggetta la sua intera generazione, dopo qualche ora rimane la presa di coscienza di una verità un po’ triste. «Voi avete paura » – le dice Cloto – «perché i vostri sogni sono in un futuro che rischia di non arrivare mai, e questo non potete certo ignorarlo, proprio questo non vi fermerà. D’altra parte, questi uomini un po’ barbuti e un po’ panciuti che pretendono di tenervi nascosti sui banchi di scuola a studiare teorie che loro non conoscono, hanno paura. Se aveste ragione e se aveste potere, le loro ragioni, le loro abitudini, le loro lauree, i loro soldi, il loro prestigio, diventerebbero nulla di fronte alla semplice, basilare, istintiva necessità di sopravvivere in un mondo che loro non hanno saputo curare.»

«Ma come può la paura renderli così ciechi e così aggressivi se noi vogliamo solo avere un posto in cui realizzarci, lo stesso posto in cui loro stessi rischiano di non poter sopravvivere? » chiede Sophia.

«È la paura di cambiare, ed evidentemente può tutto. Chi non ascolta non cambia, chi non cambia non si stupisce, neanche di fronte a milioni di giovani uniti dalla causa comune di un futuro da salvare. Le due fazioni di questa battaglia hanno entrambe paura: contro questa paura una fazione cerca e pretende soluzioni, l’altra attacca il nemico, perché evidentemente non sa cos’altro fare.»

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