I giovani si interrogano su quali siano le donne di cui vale la pena scrivere nel 2019

Donne di cui vale la pena scrivere

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Dopo aver collezionato buoni risultati nelle prime sei settimane di scuola, Sophia era preoccupata per il compito di italiano alle porte, dedicato alle figure femminili della letteratura. Quando il tema era stato inizialmente proposto dall’insegnante qualche settimana prima, Sophia ne era entusiasta: “Donne di cui vale la pena scrivere”, titolava il piccolo plico di fogli che la prof aveva distribuito nell’introdurre questo approfondimento, che avrebbe interessato la classe per qualche tempo. Prima che potessero leggerlo, Sophia e i suoi compagni avevano dovuto rispondere alla domanda “Quali sono le donne di cui vale la pena scrivere?”. 

A quel punto le risposte si erano differenziate e una fetta della classe aveva risposto richiamandosi all’attualità, citando artiste, attrici, attiviste, politiche, tuttavia queste aspirazioni erano state disattese perché “Ovviamente” aveva detto la prof “dobbiamo seguire il programma curriculare e la letteratura non aspetta certo i vostri bizzarri interessi”. 

Aperto il plico e scorrendo l’indice i nomi in vista erano quelli di Beatrice, la giovane e angelica donna amata da Dante; Teresa, la donna chiusa nei suoi sogni amata da Jacopo Ortis; Silvia, la figura femminile in cui Leopardi fa confluire l’ispirazione datagli da diverse donne. Eccole lì dunque, le donne di cui vale la pena scrivere, i cui profili avrebbero imparato a conoscere nelle settimane successive; donne amate, donne che hanno ispirato grandi poeti, donne gentili, donne lontane, troppo lontane per i gusti di Sophia. Così quel compito non prometteva nulla di buono, visto che per quanto il tema avrebbe potuto essere interessante, quell’inizio ingannevole con delusione annessa aveva tolto a Sophia tutta la voglia di studiarlo. Poco preparata, ma giocando la carta della creatività, aveva consegnato il suo tema e tolto via quel fardello che si era via via appesantito nelle ultime settimane.

All’uscita di scuola c’è il sole, una grande sorpresa donata dall’autunno piovoso di questo 2019, vale la pena di restare a chiacchierare con chi ama rimandare all’infinito il pomeriggio di studio. Inevitabilmente, le lamentele sulla traccia del tema danno il via a una discussione su queste “donne di cui vale la pena scrivere”: tra chi è sicuro di prendere un bel voto e non ha molto da recriminare, chi non ha studiato ma è riuscito comunque a copiare, in pochi si ritrovano a dire che forse, se la domanda iniziale fosse stata reale, avrebbero scelto qualcun altra e il tema sì che sarebbe stato una bomba. 

Si crea così una piccola discussione dai toni inizialmente un po’ accesi, le fazioni sono prevedibilmente le solite: chi non vede perché mettere in discussione il sistema scolastico e soprattutto il valore della letteratura che è giusto studiare al meglio, chi pensa che la scuola dovrebbe aprirsi il più possibile a temi attuali per far crescere i giovani adolescenti con consapevolezza. 

– “Non capisco come sia possibile che ogni volta abbiate da ridire sulla scuola, da qualunque cosa si parta finite sempre lì, non vi sentite un po’ ridicoli?” 

– “Beh no! Non capiamo semplicemente perché tra queste mura si ripetano le stesse cose da 100 anni, mentre fuori il mondo viaggia alla velocità della luce”; “E forse si sta pure andando a schiantare” aggiunge qualcuno spezzando la tensione.

– “Va beh ma allora sentiamo, quali sono le donne di cui vale la pena scrivere secondo voi? Avete un’alternativa?”

A quel punto la discussione era tornata a far emergere i nomi che alcuni di loro avevano immaginato quando la domanda era stata inizialmente posta, Sophia si era trovata proprio in quel periodo a parlare con Cloto di una notizia sensazionale: in Argentina una giovane donna di 18 anni era stata eletta legislatrice della città di Buenos Aires, il suo nome è Ofelia Fernadez ed è portavoce di una serie di messaggi progressisti che evidentemente stanno molto a cuore ai giovani della sua generazione, la generazione Z. Sophia spiega ai suoi compagni che a soli 18 anni questa ragazza è diventata il volto della protesta a supporto della legalizzazione dell’aborto, bocciata dal Senato argentino un anno fa; porta avanti i messaggi che stanno a cuore ai progressisti della sua generazione e dà voce all’importanza dell’inclusività, alla lotta all’individualismo cui si lega la critica al sistema economico-politico del neoliberismo. Seguendola su Instagram Sophia aveva letto il suo commento alla vittoria: “stiamo tutti superando l’impotenza e trasformandola in futuro”. Nel rileggerla agli altri fuori da scuola l’entusiasmo le sboccia di nuovo dentro e parlando di quante possibilità di impatto hanno i giovani se sono consapevoli dei problemi che riguardano il loro presente e il loro futuro, finisce per dire che secondo lei la scuola ha il dovere di informarli e stimolarli all’informazione sul presente, oltre che sul passato.

“E se proprio volete un altro esempio” aggiunge la sua amica “che anche solo a scrivere di queste due avrei riempito tre fogli, c’è anche Alexandria Ocasio Cortez, che a 29 anni, nel 2018 ha battuto un politico eletto ininterrottamente da vent’anni nel suo distretto a New York. È diventata così la più giovane donna eletta al congresso degli Stati Uniti e il volto di punta dei giovani democratici americani. Con la sua storia avrei scritto un tema bellissimo!” 

Sophia ricomincia: “Non potete negare che ci sono un sacco di cose da sapere oltre a quelle che hanno studiato uguali identiche i nostri genitori tra queste stesse mura, perché non ritagliare dello spazio? Si tratta poi del nostro futuro, per costruirlo bisogna lavorare sodo e ce lo dicono di continuo, ma questo lavoro non può non parlarci delle nostre possibilità.” 

La discussione era scemata poi in fretta, per via del tempo tiranno e della necessità di andare a studiare; tornando a casa Sophia ripensò alla chiacchierata fatta qualche tempo prima sul voto ai 16enni, di cui la politica italiana si era occupata un po’ di sfuggita. I suoi genitori pensavano che fosse giusto in linea di principio ampliare il diritto di voto ai giovani dai 16 anni, ma che i 16enni della società attuale non sono abbastanza informati sulle questioni che poi condizionano la loro scelta di voto (leggi qui una ricapitolazione e interessanti pareri).

La situazione creatasi a scuola e il confronto con i suoi compagni le avevano fatto capire a cosa si riferivano, nonostante con loro avesse rivendicato l’impatto del movimento giovanile del Fridays for future e non solo, ma le venne spontaneo chiedersi: gli adulti, gli anziani, i diciottenni, quanto sono consapevoli e quanto si informano prima di votare? Se lo fanno, come lo fanno?  

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