Empedocle, Anassagora e Democrito individuano molteplici origini dell'essere

Le molteplici origini dell’Essere: Empedocle, Anassagora e Democrito

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Tra gli ultimi filosofi presocratici si è soliti annoverare Empedocle, Anassagora e Democrito, accomunati dal fatto di indicare le molteplici origini dell’Essere. Aristotele dirà in seguito che il loro intento era quello di conciliare la teoria del divenire di Eraclito (Eraclitismo) con la teoria dell’Essere di Parmenide (Eleatismo). Effettivamente, un tratto comune alle teorie di questi tre filosofi è l’individuazione di molteplici origini dell’essere (non un unico principio) in elementi eterni, che pure sono soggetti al divenire o partecipano ad esso. 

1. Empedocle e le radici

Empedocle nacque nel 492 a.C e visse ad Agrigento fino al 420 a.C. circa. Fu un uomo importante per la sua comunità, dedito alla politica e alla pratica medica, taumaturgica e alla scienza. Come Parmenide espose in versi le sue dottrine filosofiche, in due opere di cui possediamo moltissimi frammenti, esse si intitolano Sulla natura e Purificazioni.

Secondo Empedocle, ci sono molteplici origini dell’essere e di tutte le cose esistenti (l’Essere, ovvero ciò che è), esse sono 4 radici, che verranno poi chiamate da Platone “elementi”: fuoco, acqua, terra, aria. L’essere è eterno, non nasce e non muore, ma le radici si compongono e scompongono continuamente dando vita al divenire che di cui l’uomo fa esperienza.

  • ESSERE → 4 radici eterne e immutabili
  • DIVENIRE→ il combinarsi (nascita) e il dissolversi (morte) delle 4 radici 

Le due forze cosmiche che stabiliscono l’unione e la dissoluzione delle 4 molteplici origini dell’essere sono l’Amore e l’Odio

Empedocle individua nella storia dell’Essere 4 diverse fasi che si ripetono ciclicamente, dominate dalle due forze cosmiche. Nelle due fasi in cui c’è il completo dominio dell’Amore (tutti gli elementi sono unificati in completa armonia) e il completo dominio dell’Odio (regno del caos), non c’è vita. Quando l’Odio dissolve il tutto uniforme dell’armonia originaria, si attraversa una fase intermedia in cui le due forze coesistono, fino a sfociare nel regno del caos, da cui si esce quando l’Amore inizia a riconciliare gli elementi all’origine dell’Essere. La vita è possibile sono nelle due fasi intermedie, in cui le 4 radici origini dell’essere sono soggetti al divenire per via della guerra tra le due forze cosmiche [confronta con polemos in Eraclito ] .

La conoscenza da parte dell’uomo è garantita dal fatto che egli ha in comune le radici con ciò che conosce. Siccome l’uomo è fatto di acqua, terra, fuoco e aria tanto quanto le cose che conosce, il principio della conoscenza per Empedocle è che il simile si conosce con il simile. Non c’è nessuna distinzione tra conoscenza dei sensi e conoscenza dell’intelletto: l’uomo conosce quando incontra fuori di sé ciò che ha dentro di sé. 

2. Anassagora e i semi

Anassagora di Clazomene, nato tra il 500 e il 496 a.C., fu il primo filosofo a vivere e insegnare nella città di Atene, che a quel tempo era governata da Pericle (per approfondimento vedi qui), è stato quindi lui a introdurre la filosofia nella città in cui vivranno i maggiori filosofi della filosofia antica. Anassagora scrisse un’opera intitolata Sulla Natura di cui restano pochi frammenti. 

Secondo Anassagora l’Essere è eterno, non muore e non nasce (vedi Parmenide e eleatismo), ma è parte del divenire (vedi Eraclito e eraclitismo)  perché si unisce e si separa in un processo costante. Le molteplici origini dell’Essere sono secondo Anassagora i semi.

  • ESSERE → semi: particelle piccolissime e invisibili di materia
  • DIVENIRE→ il riunirsi (nascita) e il separarsi (morte) dei semi

La forza che fa muovere e ordina i semi, per Anassagora è un’Intelligenza divina (in greco Noûs) che all’origine del mondo ha messo in ordine i semi confusi, unendoli per creare gli elementi. 

[ N.B. Anassagora è stato il primo filosofo occidentale a parlare di un’Intelligenza ordinatrice, una Mente che determina le cose del mondo. Resta vero che anche nella sua filosofia, così come nel pensiero di tutti i filosofi presocratici, non c’è una distinzione tra il mondo materiale e un mondo divino superiore ed astratto, non c’è quindi distinzione tra spirito e materia.]

Le cose del mondo, compreso il corpo umano, sono composte da questi semi che l’intelligenza ordinatrice ha raggruppato per similitudine, anche se nel mondo rimane un mescolamento tra i semi; ad esempio l’oro è costituito da semi di oro, ma anche da semi di tutte le altre sostanze presenti in minima parte. In questo modo è possibile spiegare le parole di Anassagora che dice “tutte le cose sono insieme” e “tutte le cose sono in ogni cosa”. 

Le caratteristiche dei semi, che furono successivamente chiamati da Aristotele omeomerie, sono l’essere infinitamente divisibili e infinitamente moltiplicabili. Non esiste secondo Anassagora una grandezza massima o una grandezza minima essendo il piccolo e il grande concetti relativi. 

La conoscenza da parte dell’uomo non avviene per similitudine ma per contrasto: la sensazione è prodotta sui sensi dal dissimile, quindi conosciamo il freddo con il caldo e il dolce con l’amaro. Infatti, solo l’assenza di una qualità determinata consente all’uomo di coglierla quando si presenta nelle cose.

3. Democrito e gli atomi

Democrito nacque ad Abdera intorno al 460 a.C., nella regione a nord-est della Grecia chiamata Tracia, viene annoverato tra i presocratici (i filosofi vissuti prima di Socrate), ma cronologicamente fu contemporaneo di Socrate e di Platone, anche perché Democrito visse molto a lungo. Democrito viaggiò molto, si tramanda che arrivò fino in India. Tra i “presocratici” è uno dei più famosi perché la sua teoria è molto in linea con le scoperte che la scienza ha fatto molti secoli dopo di lui, viene anche citato da Dante nel V canto dell’Inferno come il filosofo “che il mondo a caso pone”.

Nella dottrina di Democrito c’è ancora la compresenza tra l’eleatismo di Parmenide e la teoria di Eraclito: secondo il suo pensiero le molteplici origini dell’essere sono gli atomi, il cui movimento fa sì che si uniscano e si separino componendo i mondi esistenti.  

  • ESSERE → atomi: eterni e immutabili, indivisibili, infiniti, qualitativamente identici, quantitativamente diversi per forma e grandezza. L’essere è il pieno, il non-essere è il vuoto. Il Nulla non esiste. 
  • DIVENIRE→ il riunirsi e il separarsi degli atomi avviene grazie al movimento degli atomi, tale movimento è una proprietà strutturale degli atomi.

Tutto ciò che esiste per Democrito è composto dall’insieme di atomi che, muovendosi nel vuoto in tutte le direzioni, si aggregano dando origine a ciò che esiste (l’Essere). Aristotele paragonerà gli atomi alle lettere dell’alfabeto, identiche per qualità, ma diverse per forma, dalla cui unione si generano parole differenti (R+A= RA ; R+A=AR etc.). 

Ci sono tre importanti aspetti che emergono da questa teoria che riguarda le molteplici origini dell’essere:

  • Secondo Democrito la materia è il principio di spiegazione della realtà, egli infatti esclude che gli atomi si possano dividere fino al dissolvimento della materia, inoltre dà agli atomi tutte le proprietà necessarie a spiegare la realtà, compreso il movimento. Queste caratteristiche fanno sì che la dottrina di Democrito possa essere inserita nel materialismo
  • Connesso al materialismo è il  meccanicismo, difatti Democrito spiega la realtà facendo riferimento solo alle cause e non allo scopo che l’esistenza delle cose potrebbe avere.
  • Ultima caratteristica, legata alle precedenti, è l’ateismo: Democrito esclude che all’origine delle cose, degli atomi, del movimento da cui tutto ha origine per composizione degli atomi, ci sia un’Intelligenza divina o una causa esterna. Egli esclude inoltre un momento precedente all’esistenza della materia, che presupporrebbe una causa creatrice; nella dottrina di Democrito la materia è eterna, c’è sempre stata.

Si può notare che la teoria di Democrito coincide con la formulazione della Legge della conservazione della massa, che è stata elaborata più di 1000 anni dopo: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. 

Secondo Democrito la conoscenza dell’uomo è di due tipi: una conoscenza genuina razionale e una oscura sensoriale, i sensi conoscono la superficie delle cose e l’intelletto riesce a cogliere l’essere vero del mondo. Senza la constatazione delle cose che avviene attraverso i sensi però, l’intelletto non può elaborare i dati e giungere alla conoscenza degli atomi, del vuoto e del loro movimento. Per Democrito dunque c’è una correlazione tra i due tipi di conoscenza che sono fondamentali l’uno per l’altro (a differenza di Parmenide per cui l’opinione è conoscenza dell’apparenza lontana dalla verità). 

La sensazione è prodotta nell’anima dagli “effluvi di atomi”, ovvero dall’emanazione generata dalle cose; dall’incontro di questi effluvi con l’anima dell’uomo si ha la percezione delle proprietà qualitative che non appartengono propriamente alle cose. Ad esempio la percezione del dolce non significa che la dolcezza sia una proprietà della cosa che la genera, ma che il dolce esiste come sensazione generata dagli effluvi a contatto con gli organi percettivi. Attraverso l’intellezione invece giungiamo a conoscere le proprietà quantitative delle cose (la forma, il numero, il movimento), che appartengono effettivamente ad esse indipendentemente dai sensi dell’uomo.

Il pensiero di Democrito comprende la teorizzazione di una morale, anch’essa caratterizzata dal razionalismo: la ragione è la guida per il comportamento dell’uomo che punta alla felicità, egli è felice nel momento in cui riesce a raggiungere equilibrio e posatezza, senza inseguire beni inutili come la gloria e le ricchezze; la felicità è l’emozione provata nel fare il proprio dovere, nel rispettare se stessi e gli altri e nel non eccedere in nulla.

 4. ricapitolazione


EmpedocleAnassagoraDemocrito
ESSERE →  4 radicii semigli atomi
DIVENIRE→ unione e dissoluzione tramite Amore e Odiounione e dissoluzione tramite Intelligenza Divina (Noûs)unione e dissoluzione tramite movimento, proprietà degli atomi
CONOSCENZA→ Per similitudinePer contrastoTramite i sensi e l’elaborazione fatta dall’intelletto





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