Eraclito e la teoria del divenire. Tutto scorre, come le acque di un fiume.

Eraclito e la teoria del divenire

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Eraclito visse ad Efeso, nella Ionia [qui dettagli e cartina]tra il 500 e il 400 a.C. . Il suo nome è legato alla teoria del divenire, che viene a volte esemplificata dalla frase “Tutto scorre” (panta rei in greco). Della sua vita sappiamo poche cose, ma fu certamente un filosofo di importanza eccezionale, la cui teoria del divenire verrà ripresa e interpretata tantissime volte durante la storia della filosofia; sappiamo che Eraclito si suicidò a 60 anni. Sono giunti fino a noi diversi frammenti della sua opera, intitolata Sulla Natura e costituita di aforismi (vedi significato qui ) e sentenze brevi; spesso i contenuti di questa opera sono enigmatici e per questo Eraclito è soprannominato dai filosofi successivi l’ “oscuro”. Il frammento più famoso, attribuito ad Eraclito e legato alla sua teoria del divenire recita: “Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato.”            

1. Eracrito di Efeso: i filosofi e i dormienti

Eraclito aveva fiere tendenze aristocratiche: era contro il popolo e la sua cultura, nonostante vivesse in una città democratica dove il popolo accedeva al potere. Coerentemente con questo suo modo di pensare, che tende a dividere i migliori (aristoi in greco) dalla maggioranza delle persone, Eraclito crede che gli uomini comuni vivano in una specie di sogno in cui credono che la verità coincida con l’apparenza delle cose, per questo li chiama i “dormienti”. Pensa invece che i filosofi siano coloro che accedono alla verità sapendo cogliere il nocciolo segreto delle cose, guardando con profondità oltre le apparenze, i filosofi sono dunque gli “svegli”. Nella dottrina di Eraclito troviamo una iniziale definizione di chi è il filosofo, ovvero colui che abbandona le credenze e le false evidenze a cui credono “i più” e, sapendo riflettere in solitudine, indaga con costanza la sua anima che è senza confini e rappresenta un campo di ricerca senza fine. Il filosofo non è una persona che conosce tante cose collezionando dati e nozioni (Eraclito critica Pitagora per esempio), ma un sapiente che ha una visione profonda e anche complessiva degli argomenti. Il filosofo, infine, sceglie ciò che è giusto per la sua condotta di vita, senza assecondare le aspettative della società e i gusti della maggior parte delle persone.

2. Eraclito di Efeso: la teoria del divenire

Eraclito individua l’arché [ vedi qui la ricerca dell’arché ] nel divenire, esso è la sostanza e l’essenza che accomuna tutte le cose; la teoria del divenire è centrale nel suo pensiero filosofico, al punto che Eraclito è famoso come il filosofo del divenire. La mutevolezza e il cambiamento vengono attribuite a tutto ciò che esiste, che nasce e sopravvive tramite l’opposizione a ciò che lo circonda. Questa opposizione viene vista da Eraclito come una vera e propria lotta che i contrari (bene e male; luce e buio; salute e malattia; etc.) compiono costantemente, per affermarsi momentaneamente a scapito dell’altro (il bene non può esistere senza aver sconfitto il male e viceversa). Per questo la guerra (polemos in greco), è padrona per Eraclito e rappresenta l’unica armonia possibile nel mondo, senza la quale non ci sarebbe l’essere. All’interno di questa guerra, che ogni cosa combatte contro il suo opposto, c’è un continuo ciclo di produzione e distruzione legato alla momentanea vittoria della lotta (la luce è perché vince sul buio → produzione // il buio non è perché perde→ distruzione).

Secondo Eraclito l’elemento naturale che regola il divenire di tutte le cose, il principio fisico che permette alla materia di passare da uno stato all’altro, è il fuoco. Esso è una realtà eterna ed è parte del principio divino/legge universale/giustizia (logos in greco) che regola e sottostà all’essere e al divenire delle cose. La guerra, il logos e il fuoco sono ciò che permette e regola l’esistenza dell’essere (cioè di tutte le cose che sono); si potrebbe dire che questi tre principi coincidono, visto che agiscono contemporaneamente per regolare l’esistenza delle cose. La varietà delle cose, il principio del divenire e la lotta tra gli opposti riguardano il mondo sensibile secondo la teoria di Eraclito, ma egli immagina l’esistenza di un realtà divina che precede tutte le cose del mondo sensibile, eterna e increata. In questo Dio (non inteso come persona) tutti i contrari sono uniti in un movimento costante e mutamento continuo, esso è una fluidità in cui tutto è mescolato, fuoco eternamente vivo.

3. RICAPITOLAZIONE FINALE

I cardini del pensiero di Eraclito sono 4

  1. IL DIVENIRE → arché ; sostanza/essenza che accomuna tutte le cose
  2. LA LOTTA TRA I CONTRARI → guerra perenne che regola l’essere delle cose nel ciclo produzione-distruzione
  3. IL FUOCO → il principio fisico che produce il cambiamento e il passaggio da uno stato all’altro della materia
  4. IL LOGOS → la legge di giustizia che regola l’esistenza e il divenire delle cose nel ciclo produzione-distruzione
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