Origine della filosofia occidentale nelle colonie della Grecia

Che cos’è l’arché?

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Concetti fondamentali per comprendere l’inizio della filosofia occidentale

1. Come, dove e perché ha inizio la filosofia occidentale?

Una delle prime parole che si incontrano quando si inizia a studiare la filosofia greca è arché. Oltre ad essere una parola ‘arché’ è un vero e proprio concetto, che molti dei primi filosofi usano nella loro teoria filosofica. In generale possiamo dire che la filosofia occidentale nasce proprio come ricerca dell’arché, prima di iniziare a studiare la filosofia è bene dunque comprendere che cos’è l’arché. Per farlo può essere molto utile considerare tutti i fattori del contesto in cui si colloca questa ricerca e in cui nasce l’idea dell’arché, per questo parleremo brevemente dei luoghi, dei percorsi e delle motivazioni da cui ha preso vita la filosofia occidentale.

I primi pensatori, propriamente definiti filosofi, vissero nella Ionia, ovvero sulle coste dell’Asia minore, corrispondenti all’attuale Turchia, è lì che è nata la filosofia occidentale. Solo successivamente, a partire da Socrate, Atene divenne il centro di una scuola filosofica estremamente importante. Oltre alla Ionia, un’altra zona in cui ci furono scuole di filosofia è la Magna Grecia, corrispondente all’attuale Italia del Sud (coste sul Mar Ionio di Calabria, Basilicata e Puglia; coste della Sicilia) [qui dettagli e cartina].

A caratterizzare il pensiero dei primi filosofi (definiti presocratici perché Socrate e la Scuola di Atene rappresentano una svolta) è un nuovo modo di osservare il mondo basato sull’uso della ragione per conoscere la verità. Considerando che si erano fatte molte scoperte nell’astronomia e nella geometria verificabili tramite la ragione, le spiegazioni date dal mito non sembravano più plausibili, dunque si misero alla ricerca dell’arché.

2. Le prime domande della filosofia occidentale: che cos’è l’arché

Le prime domande che guidarono la ricerca di questi uomini e che sono destinate a guidare buona parte della storia della filosofia occidentale sono 3:

    1. Qual è l’origine delle cose?
    2. Qual è la sostanza (o l’essenza) di tutte le cose?
    3. Come spiegare la molteplicità delle cose e dei fenomeni che esistono in natura?

I primi filosofi sono convinti che debba esistere qualcosa che accomuni tutto ciò che osservano nella loro esperienza; da questo ‘qualcosa’ nascono tutte le cose, che si ritrovano accomunate da questa origine e ne portano con sé le caratteristiche. Inizia ad emergere dunque che cos’è l’arché, il principio delle cose.
I primi filosofi chiamano questo principio con la parola greca arché che si trova ad essere allo stesso tempo:

  • la materia animata e informe da cui tutto nasce definendosi e a cui tutto ritorna (ILOZOISMO= materia vivente)
  • la legge unica che determina la nascita e la morte delle cose (MONISMO= un’unica legge)
  • la divinità eterna e immutabile da cui dipende l’esistenza di ogni cosa
    (PANTEISMO= tutto è Dio)

3. La ricerca dell’arché e della verità guidano l’inizio della filosofia occidentale

L’inizio della filosofia occidentale coincide con il momento in cui l’uomo inizia a cercare una risposta chiara, spiegabile mediante ragionamento, a ciò che osserva. In questa ricerca vengono astratti concetti universali dalla particolarità di tutto ciò che viene osservato e che circonda l’uomo, essa inizia con la ricerca di che cos’è l’arché. Tramite i concetti universali si possono spiegare tutte le cose particolari e l’accesso a questa totalità da parte del pensiero segna l’inizio della storia della filosofia occidentale che, a differenza del mito, cerca risposte dimostrabili, chiare, vere.

Conoscere l’origine della parola ‘filosofia’ ci può essere molto utile per capire che cos’è la filosofia stessa: essa è composta e deriva da due parole greche, il verbo philein che vuol dire amare, avere cura, avere attenzione e il nome sophia che indica la sapienza.
È interessante notare che sophia deriva da saphes, una parola che nel greco antico indica ciò che è chiaro, luminoso, che si mostra stando in luce. Similmente la parola che in greco viene usata per indicare la verità (alétheia) si riferisce a ciò che non è nascosto, che è in luce, a un sapere che non può essere smentito perché luminoso, diremmo noi evidente.

Potremmo concludere che la filosofia occidentale nasce in Grecia come cura della verità, attenzione al sapere chiaro e luminoso, da cui deriva sapienza. Questa origine può essere compresa solo considerando che in precedenza la verità era affidata al racconto del mito, che viene paragonato a uno stato di sogno da chi in seguito si dedica al sapere razionale, alla ricerca di verità dimostrabili.
Il fatto che la ricerca rivolta a comprendere che cos’è l’arché conduca la filosofia occidentale ad individuare inizialmente concetti universali che ci consentono di spiegare e comprendere la totalità delle cose che esistono, sembra nascere da una consapevolezza nuova, ovvero la presa di coscienza dell’esistenza del nulla.

4. La filosofia occidentale vuole sconfiggere il nulla

Il pensiero del nulla, e del baratro che esso rappresenta, crea nell’uomo necessità nuove rispetto alla verità e alle spiegazioni che vengono date. Basti notare come la morte stessa, fino alla nascita della filosofia occidentale, fosse parte di un racconto senza fine: nel mito i morti fanno un viaggio verso un luogo da cui c’è ritorno, nel racconto del mito nulla si distrugge e tutto ciclicamente torna. L’approccio all’esistenza che derivava dal mito era quindi decisamente meno angosciante ed escludeva la consapevolezza di una distanza radicale tra ciò che è e ciò che non è, ovvero tra il tutto e il nulla.
La presa di coscienza di questa distanza è per l’uomo una terribile consapevolezza, dolorosa, spiazzante, che richiede un rimedio. Non a caso Aristotele parla di tsauma all’origine della filosofia, spesso tradotto con “meraviglia”, ma traducibile anche con terrore umano, paura di fronte all’ incommensurabile. In questa situazione di spaesamento e dolore la filosofia occidentale si propone come rimedio sommo, accesso a una verità chiara e luminosa che mette in contatto con il tutto (il senso delle cose, il significato di tutto ciò che esiste e di tutto ciò che accade), allontanandoci dal nulla.
L’origine di tutta la storia della filosofia occidentale inaugura questa lotta tra Tutto e Nulla, Verità luminosa e Falsità oscura, Principio assoluto e Relatività fluida. Su questa scacchiera concettuale si giocherà una partita lunga 2700 anni, attualmente in corso; le pedine che si muovono su di essa coincidono ormai con tutte le discipline scientifiche e le teorie ideologiche e religiose che da allora sono nate pian piano.

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